Storia

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La storia di Cirò, antica Ypsicron, località esposta ai venti, è ricca di fascino. Reperti archeologici testimoniano la presenza, sul luogo, di popolazioni indigene sin dall’età del ferro. Il sito fu teatro di un incontro armonico tra due diverse civiltà: la genialità e la ricchezza greca si fuse con l’eleganza e la concretezza della civiltà latina.

I primi coloni greci sbarcati sulle coste calabresi rimasero talmente impressionati dalla fertilità di questa terra ricca di vigneti che la chiamarono “Enotria” e cioè “terra dove si coltiva la vite alta da terra”.

Lo stesso antico nome della Calabria venne poi esteso a tutta l’Italia. Grande era anche il valore che gli antichi greci attribuivano ai vigneti calabresi: risulta infatti dalle tavole di Eraclea che un appezzamento di terra coltivata a vite valeva circa sei volte un campo coltivato a cereali.

I contadini ellenici portarono con loro tecniche nuove di vinificazione e nuovi vigneti da impiantare: sono infatti di probabile origine greca alcuni tipi di vite ancora presenti sul suolo calabrese e cioè il gaglioppo, il greco bianco e il mantonico, tanto per citarne solo alcuni.

Alcune città assunsero un ruolo di primo piano nello sviluppo della coltivazione della vite: Sibari e Crotone si distinsero in maniera particolare dando origine alla produzione del “Krimisa” antenato dell’attuale Cirò. Fra l’altro Cremissa era anche il nome della colonia greca, sede di un imponente tempio dedicato a Bacco, situata più o meno dove oggi c’è Cirò Marina.

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